Arte, Cultura e Tempo libero

Il Borgo antico

Il patrimonio monumentale pervenuto, costituito da chiese, conventi e monasteri, e palazzi nobiliari, attesta la formazione dell’impianto del borgo primitivo tra il XV e il XVIII secolo.

L’aumento della popolazione, il crescente sviluppo urbanistico, la necessità di acquisire nuovi spazi, una relativa sicurezza dovuta allo scemare degli attacchi di barbari o di pirati grazie a nuovi sistemi difensivi, l’esercizio di attività legate alla pesca e alla marineria in generale, porta alla costituzione di nuclei abitativi e lavorativi posti al di fuori del perimetro della Città Murata. Sulla direttrice nord – sud e verso levante sorgono gli insediamenti fuori le mura che danno origine al primitivo Borgo antico di Milazzo. Le propaggini del costituendo borgo raggiungono i versanti marini di levante e di ponente dovute all’intensificazione delle attività legate alla pesca mentre più a sud si concentrano le attività portuali e commerciali che perpetuano le tradizioni millenarie della popolazione milazzese.

Al pari degli Arabi, nell’opera d’urbanizzazione inconsapevolmente sono distrutti o ricoperti o rinvenuti o parzialmente rimodulati interessanti insediamenti delle varie epoche. Elenco delle principali chiese presenti o documentate nel Borgo antico di Milazzo.

Musei

Oltre ad essere stato luogo di ritrovamento di numerosi reperti presenti al Museo archeologico regionale di Siracusa, la città possiede tre musei.

L’edificio che ospita il museo (una costruzione bianca con un elegante prospetto a sviluppo orizzontale) è un ex carcere femminile borbonico realizzato nel 1816 con i caratteri tipici delle costruzioni militari dell’epoca. La collezione espone reperti rinvenuti durante le ricerche nelle aree della necropoli. Tra i vari oggetti, importanti attestazioni della produzione ceramica sia importata da Corinto che prodotta nell’areale dello Stretto a imitazione della ceramica calcidese, tutta probabilmente dalle officine di Zancle (Messina) e della stessa Mylai. Si notano poi barchette e rematori fittili della seconda metà del III secolo a.C., pezzi rari simboleggianti , pare, il viaggio delle anime e, inoltre, corredi funerari risalenti a un periodo compreso tra fine del V al III secolo a.C.

Museo della Tonnara e del Mare

Il Museo della Tonnara del Tono ospita due sezioni:

Il settore Museo della Tonnara con fotografie, testi, oggetti ed attrezzature varie, e con l’integrazione di disegni schematici ed esecutivi e schede didattiche, con imbarcazioni tuttora esistenti integrate da piccoli modelli lignei di quelle scomparse, con ancore ed attrezzature impiegate nella pesca e nella lavorazione e trasformazione del pescato;
Il settore Attività marinare: sezione con mappe, carte nautiche e di rilievo, disegni, elaborati progettuali, strumentazione nautica (bussole, sestanti). Aperta anche ai contributi delle varie associazioni ed esposizione dei reperti di archeologia subacquea.

I magazzini conservano intatto il fascino delle notevoli stratificazioni delle murature succedutesi nelle diverse epoche; la loro trasformazione, avvenuta più che altro in altezza, è oggi facilmente leggibile in più punti del fronte a mare. Occupano circa 1.000 metri quadrati e presentano ingressi sia sul fronte strada che sul lato mare, attraverso cui, un tempo, venivano introdotte e conservate le imbarcazioni usate per la pesca del tonno.

Fonte: Wikipedia

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